Area con Epigrafi

Le epigrafi qui raccolte sono testimonianze posteriori all'eruzione del 79 d.C., possono datarsi dal III al VI sec. d.C. e si riferiscono ad una necropoli cristiana. Il governo imperiale, infatti, si adoperó per riaprire le strade ostruite dall'eruzione vesuviana e, nel II secolo, la via Nuceria-Stabias-Surrentum fu riattivata. Lo scavo, dunque, mise alla luce quella che G.B. De Rossi identificó come Area Christianorum Stabiensium. L'Epigrafe funeraria del giovane Oppio Paolo presenta una croce con monogramma di Cristo -CHRISMON- che richiama la redenzione del genere umano per mezzo della morte e della resurrezione di Cristo. Il frammento Luce renobatus indica chiaramente il rinnovamento spirituale dell'uomo dopo la luce del battesimo. É forse il primo verso di un carme cristiano. La lastra testamentaria del defunto Sesto Attio, in marmo bianco di etá imperiale, reca un'iscrizione arcaica (sia per il latino che per la forma delle lettere). Sesto Attio era un cittadino romano il quale volle rendere pubblico un suo diritto di proprietá. La gens Attia é nota in territorio nocerino-stabiese giá in etá tardo repubblicana/triumvirale. Al centro del presbiterio é posta la pregevole copertura sepolcrale di creazione ellenistica. Essa era situata su un sarcofago strigilato con due pastori detto perció “Sarcofago del Buon Pastore”. L'immagine puó significare: Cristo buon pastore. L'agnello, come simbolo del Cristo risorto e vivente, ci ricorda ancora, che la salvezza degli uomini é possibile per il sangue versato sulla croce nel sacrificio di Cristo. Al centro, la matrona con il rotolo potrebbe indicare la Chiesa (forse con un riferimento alla traditio simboli). Il sarcofago, appartenuta ad una matrona di nome Cornelia Ferocia, attualmente si trova sotto la mensa dell'altare della cappella di San Catello. Posta in alto, sopra il cosiddetto Sarcofago del Buon Pastore, cosí come fu ritrovata, la lastra sepolcrale con dedica a Cornelia Ferocia.

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