Bacheche con reperti Romani

Di particolare interesse nella vetrina sono le lucerne decorate da rappresentazioni simboliche: scene di guerra, croce con albero, animale in corsa e, elemento di grande importanza, il monogramma di Cristo. Il monogramma si compone delle due prime lettere greche di questo Nome: X, vale a dire CH; e P. vale a dire R; dunque CHR, cioé in greco CHRISTOS, in latino CHRISTUS. Nelle religione precristiane le lucerne illuminavano il cammino dei morti verso l'oltretomba. Per i cristiani hanno simbolizzato la luce della fede che sconfigge il buio del Peccato. A partire dall'etá neolitica con l'invenzione della ceramica,  la lucerna fu il principale strumento di illuminazione; essa col tempo e data la sua diffusione, é stata fabbricata con materiali piú disparati, dalla pietra al vetro al metallo e soprattutto terracotta come quelle qui presenti, ad eccezione di una di bronzo (lampada con croce). Le lucerne avevano ache uso apotropaico, religioso, molte volte votivo e naturalmente funerario. Infatti, erano tra gli oggetti piú diffusi facenti parte degli antichi corredi funerari. Per quanto concerne il combustibile, é noto l'uso dell'olio d'oliva, ma sicuramente venivano usati anche altri olii come di noce, sesamo, ricino, poi olii minerali o grassi animali. Di grande importanza é infine la placchetta in avorio che raffigura due personaggi che si abbracciano. La scena ritrae due uomini barbuti in un affettuoso abbraccio, vestiti con tuniche e pallio. Essi sono stati riconosciuti come gli apostoli Pietro e Paolo.  E la gerarchia Apostolorum che simboleggia l'unitá della Chiesa. La vetrina contiene inoltre frammenti di vasi, balsamari, bracciali, aghi, frammenti di cornice e intonaco, chiavi, ornamenti di bronzo, cerchi, ganci, chiodi, serrature, oggetti di ferro ossidati, bracciali, aghi crinali di osso. - in questa zona possiamo ammirare due bellissimi sarcofagi, due epigrafi e la colonna miliaria del tempo dell'imperatore Adriano (120-121 AC) - la lastra sepolcrale di una nota famiglia di magistrati pompeiani: Postumio Proculo e Postumio Modesto, é stata scalpellata e reimpiegata come trofeo d'armi, probabilmente in etá antonina, esprime le tecniche scultore di artigiani del I sec. d.C. - Il sarcofago con vaso ansato (kantharos), con sopra la lastra tombale di Bettia Felicitas. La tecnica scultorea, le maschere dionisiache, le due bende, le due ghirlande di foglie d'alloro con bacche, spighe, la rosetta nel centro, due Eroti agli angoli, il Kantharos con noci, fichi, melograni e foglie di vite, le due maschere rappresentanti Dioniso con una capigliatura ricca di fiori e foglie di vite e un Satiro con un bastone pastorale ricurvo fanno supporre che il sarcofago sia stato portato dall'Asia Minore in epoca precedente e riusato per la sepoltura successivamente. Le decorazioni di questo sarcofago, in una possibile lettura cristiana probabilmente, non sono poste a caso; ognuna di esse ha un significato importante: il melograno e uno dei frutti della terra promessa, rappresenta la molteplicitá nell'unitá della Chiesa i cui semi stanno per i suoi membri, i grappoli rappresentano la trasformazione spirituale, la vite rappresenta Cristo.

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